La BERETTA di Agrate è l’unica in Italia nel recupero del “NEON” (R.A.E.E.)

 

 

AGRATE Un investimento di 500 mila euro per colmare una lacuna del mercato e conquistare una fetta importan­te del recupero dei rifiuti pericolosi grazie a un macchina acquistata in Svezia, l'MRT. Da qualche giorno la Beretta Mauro Elettrotecnica, azienda di via Trivulzina è l'unico installatore di impianti elettrici in Italia a potersi fregiare del titolo di "recuperatore" di neon. La piccola impresa a conduzione familiare dai grandi fatturati ha risolto la re­cessione economica, appena lasciata alle spalle, investen­do importanti risorse nel rispetto dell'ambiente e buttan­dosi a capofitto in un'attività che non ha eguali in Italia. Beretta con un occhio alle direttive europee che prescrivo­no lo smaltimento sicuro dei tubi fluorescenti a spese di­rette del privato - usati nelle case e strautilizzati dalla gran­de distribuzione e dalle aziende - ha ampliato il suo core business aprendo la Divisione Ambiente. Per sviluppare l'ecoaffare ha scelto sole donne. Alla testa dello staff rosa c'è Michela Beretta, la figlia 24enne dell'imprenditore agratese che guida un gruppo di lavoro formato da mam­me e signore in età. La tecnologia dell'MRT, il distillatore in grado di scomporre i tubi fluorescenti e di avviali al re­cupero è stata acquistata in Svezia, in Italia i produttori non esistono. In tutto il Paese ce ne sono solo altri cinque esemplari, ma nessuno dei proprietari si occupa di instal­lare impianti elettrici civili e industriali come succede in­vece al marchio brianzolo. I numeri parlano da soli: dalla Val d'Aosta alla Sicilia ogni anno vengono immessi sul mercato 120 milioni di neon, ma 1'MRT della Beretta in un anno è in grado di recuperarne 2 milioni, pari a 500 ton­nellate. Il funzionamento dell'impianto è semplicissimo: il tubo fluorescente viene infilato all'interno di una boc­chetta d'ingresso e la macchina lo scinde nelle componen­ti di base: vetro, che si trasformerà in lana di roccia, plasti­ca, alluminio e polveri di mercurio che dopo il trattamen­to diventano inerti. La scelta di Beretta è già stata notata dalla casa madre Phillips che ha chiesto all'imprendito­re brianzolo la disponibilità per un progetto internaziona­le di recupero dei neon con sede in Francia.

Barbara Calderoia

(Bar.Cal.) Il distiliatore MRT è una macchina per separare i neon in tutte le componenti di base: vetro, plastica, alluminio e polveri di mercu­rio che escono dall'impianto inerti. Il processo è seguito da un solo operatore ed è automatizza­to, rendendo la lavorazione sicura ed eliminan­do il rischio di errore umano. Pressione, tempe­ratura, tempo di lavorazione vengono adattati secondo i rifiuti ottenendo la massima efficien­za. L'intero ciclo di scissione avviene all'interno di un container in cui l'aria è in depressione senza emissioni nell'ambiente. La tecnologia è stata sviluppata a Karlskrona in Svezia. Gianrico Sangalli, esperto ambientale ha affiancato la Beretta Elettrotecnica nel mettere a punto il progetto.